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La Pressione Atmosferica
Scritto da Giancarlo Modugno   
Venerdì 20 Gennaio 2006 02:41

La scoperta della pressione atmosferica si deve all’italiano Torricelli che, a seguito di vari esperimenti, notò che l’aria dell’atmosfera ...

La scoperta della pressione atmosferica si deve all’italiano Torricelli che, a seguito di vari esperimenti, notò che l’aria dell’atmosfera esercita un peso sulla superficie terrestre.

Questo grazie alla sua prova del Mercurio: in una bacinella riempita fino all’orlo di questo liquido sensibile posò una canna riempita interamente dello stesso, preoccupandosi di non farvi entrare aria. Con sua grande sorpresa notò che non tutto il mercurio si riversava nella bacinella, bensì l’aria riusciva a premere sul liquido libero della bacinella in modo tale da non permettere il riversamento; si creava così nella colonnina il vuoto torricelliano che vuoto non è, bensì è ricco di vapore di mercurio (trascurabile per temperature ordinarie).

Perché parlare della pressione.

Sappiamo per definizione che la pressione è rappresentata da un corpo che esercita una forza su una determinata superficie. Per amor di logica capiamo bene che man mano che saliamo di quota la forza diminuisce in quanto è presente meno aria, di conseguenza diminuirà anche la pressione.

Ma l’aria non esercita la stessa forza ovunque per diversi motivi, sostanzialmente dipende dalla concentrazione dei suo componenti (vapore acqueo su tutti) e da diversi fattori locali (inclinazione dei raggi solari a seconda della latitudine, ecc).

I diversi valori di pressione da un luogo all’altro sono quindi i prepulsori degli spostamenti di masse d’aria, i venti; questi trasportano con sé le proprietà termoigrometriche dell’aria, contribuendo alla formazione di linee frontali responsabili del rimescolamento utile per il costituirsi delle perturbazioni (fronte freddo e caldo, soprattutto alle medie latitudini). La vasta superficie su cui si riversa l’atmosfera e le diversità con cui presenta i suoi microclimi ci fa pensare alle infinite direzioni di queste masse d’aria e al complicatissimo sistema di cui stiamo trattando.

...: Carta della Pressione al suolo ; H = Alta Pressione ; L = Bassa Pressione; in rosso i fronti caldi; in blu i fronti freddi; in violetto i fronti occlusi :...

Studiare l’andamento della pressione su una determinata “regione” risulta fondamentale in quanto contribuisce, insieme a molti altri fattori, a capire l’evoluzione meteorologiche di una o più masse d’aria. Un andamento locale della pressione locale non ci verrebbe molto d’aiuto (come vedremo prossimamente) sia perché giornalmente siamo di fronte a variazioni poco significative ma continue, sia perché non ci permette di effettuare un confronto con le altre zone (fondamentale come abbiamo visto). Quindi la prima cosa da fare per effettuare una “grossolana” analisi del tempo è che in regimi di alta pressione persistono condizioni di tempo buono mentre con la bassa pressione il tempo è brutto e instabile (ma impareremo che “alta” o “bassa” è soltanto relativo; possiamo paragonare questo stato dei fatti alla soggettività della percezione del calore, allo stesso modo “soggettivo” e relativo).

Un altro fondamentale dettaglio, che ci conferma quanto detto, è rappresentato dal fatto che in campi barici “bassi” l’aria è più ricca di vapore acqueo rispetto a zone di alta pressione, caratterizzate da aria secca. Bene, il peso molecolare dell’aria umida è minore di quella secca (strano a dirsi) e quindi ci spieghiamo perché con la bassa pressione il tempo non è buono (il vapore acqueo è il “carburante” delle perturbazioni!)

Giancarlo Modugno

 

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