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Scritto da Marco Cordani
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Domenica 29 Gennaio 2006 01:44 |
Premetto che questa vuole solo essere un analisi termodinamica sull’inverno che stiamo vivendo e su quello che potrebbe avvenire nell’immediato futuro, non si basa comunque sull’analisi di modelli matematici ne climatici.
Quest’anno ce ne siamo accorti tutti, è stato un inverno più freddo del normale su molte regioni del centro nord, a Salsomaggiore (PR) la temperatura di dicembre è stata di 2,3° (ben 1,5° in meno rispetto alla media trentennale 61/90), quella di gennaio si assesta sugli 1,5°(anche questa 1° in meno rispetto alla media), e per febbraio cosa dobbiamo attenderci, un proseguimento di questa anomalia termica?Assolutamente no, ci sono molti fattori termodinamici nell’emisfero nord che mi fanno pensare che trascorreremo un febbraio mite, quasi un anticipo di primavera; quali sono questi fattori?1) se la media dell’inverno padano, e in modo più preciso a Salsomaggiore, è di 3° circa (dicembre 3,5; gennaio 2,5; febbraio 3), e fino ad adesso abbiamo avuto una media di 1,9°, è lecito attendersi che la temperatura media di febbraio tenda a portare questa temperatura attorno ai 3°, per un ovvio bilancio termodinamico (la natura cerca sempre di sistemare le cose); però per portare la temperatura media dell’inverno intorno ai 3°, vuol dire che febbraio dovrebbe trascorrere molto mite, con una temperatura attorno ai 5°, ovvero 2° in più rispetto alla media trentennale.2) Un altro fattore forse più importante consiste nell’analisi dell’inverno negli Stati Uniti. Molti si staranno chiedendo cosa centrano gli Stati Uniti con il nostro inverno; ebbene si, fino ad ora l’inverno in quelle zone si è fatto attendere, è quasi mancato, i primi 2 mesi sono stati più autunnali che invernali; a New York non è ancora nevicato come si deve, e così in tutta la costa orientale, generalmente fredda e nevosa. Se la media della nevosità di Buffalo è di 1,5 metri ad inverno, e fino ad ora ne sono caduti 30 centimetri, è ovvio che nel prossimo mese la natura cerchi di bilanciare questo grave deficit; questo vale per tutta la costa nord orientale degli USA. Ed è noto che l’attività del vortice polare si concentra solo su un’area dell’emisfero nord; fino ad adesso è stata intensa nel comparto Euro-asiatico e nulla in quello nord americano; pertanto la natura cercherà di fare in modo che l’attività del vortice polare si concentri solo su settore nord Americano, perché altrimenti sarebbe un deficit enorme, un anomalia climatica inimmaginabile.Pensate se febbraio proseguisse come gli altri due mesi dell’inverno in tutto l’emisfero nord; la temperatura media dell’inverno risulterebbe anche di 2° inferiore nelle località padane, e più complessivamente nell’Italia e nel Mediterraneo; le città del nord riceverebbero ancora abbondanti nevicate, almeno altri 20/30 centimetri che porterebbero le nevicate totali a valori inusuali per queste zone; la neve totale caduta a Milano in tutto l’inverno sarebbe di quasi un metro contro una media trentennale di 45 centimetri; poi a New York la somma delle nevicate sarebbe di appena pochi centimetri, contro una media di 50; in Giappone le temperature invernali avrebbero un difetto di 3 o 4° rispetto alla media.La natura deve cercare di bilanciare il tutto, per questo io credo che la seconda parte dell’inverno nella Val padana e nel mediterraneo sarà mite e poco nevosa; così come credo che sarà la volta di Boston e company; che avranno sicuramente le loro “normali” tempeste di neve e temperature fino a -15° a New York.Inoltre se guardiamo i modelli previsionali standard si nota che per tutta la prima parte di febbraio non sono previste irruzioni fredde consistenti in Europa, anzi sarà l’anticlone a dettare legge, e le temperature in Val padana potrebbero anche superare i 12/13° ; mentre guarda caso, verso il 10 di febbraio si intravede un notevole raffreddamento degli Stati Uniti, con isoterme a 850hpa su New York anche di -15°.Ripeto che questo dettagliato resoconto non vuole essere ne una previsione ne tanto meno una tendenza; ma solo un’analisi di alcuni fattori della natura.Ci sorge una domanda, la natura riuscirà a colmare i deficit e le anomalie che fino ad ora hanno interessato il nostro emisfero? |